Sviuppo urbanistico
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Per qualto riguarda lo sviluppo urbanistico, terminata la Seconda Guerra Mondiale, il paese, che contava attorno alle mille unità, si presentava, come tutti i paesi di campagna dell’epoca, con una diffusione della popolazione sparsa, le famiglie risiedevano in grandi case circondate dalla campagna, mentre il centro risultava assai ridotto. Pochi erano i proprietari terrieri, il più della popolazione era costituita da affittuari che inizieranno ad aquistare i terreni che coltivavano solo a partire dagli anni ’50.
Cappella era suddivisa tra le proprietà dei Franco (residenti presso villa Morosini del Patriarca), a sud e dei Merli (residenti nell’omonimo palazzo) a nord della Moglianese. I terreni di quella che in epoca napoleonica si definiva “Cappella di Sopra”, detta anche “Bastia”, invece, appartenevano all’Ospedale di Venezia. Nel centro troneggiava la nuova chiesa, appena consacrata, con relativo campanile. Di fronte, il parco di villa Morosini lambiva l’Osteria Zanetti, con il relativo giardino, contenente parte di una interessante Barchessa di fine ‘400, sciaguratamente demolita negli anni ‘80.
Negli anni ’50, venne costruito l’attuale edificio delle Scuole elementari, prima ospitate nell’ex Lazzaretto, su progetto dell’ing. Renato Testa, che fu inaugurato nel 1959. La nuova costruzione portò alla compromissione di parte del parco di villa Morosini, che fu negli stessi anni completamente distrutto per permettere l’allargamento della Moglianese. Andarono perdute le storiche recinzioni e le piante secolari che lo popolavano, mentre un moderno edificio di quattro piani costruito negli anni ‘70 impedisce la visione completa della facciata nord dell’edificio dalla strada.
Di fronte, tra il campanile e via Dante, sorgeva la casa dei campanari, demolita negli anni ‘20, quando la famiglia Girotto si trasferì nell’edificio in centro che aveva ospitato le scuole elementari a inizio secolo.
All’inizio degli anni ’90 fu realizzata la piazza di fronte alle scuole elementari, intitolata all’architetto della chiesa Antonio Beni, e fu ripavimentato il sagrato della stessa chiesa. Villa Toffolo fu recuperata ed adibita ad usi sociali, tra cui, sin dal 1999, la sede della Pro loco comunale.